Come preparare il tuo hotel (e i tuoi dati ESG) per l’inverno 

Come preparare il tuo hotel (e i tuoi dati ESG) per l’inverno 

Per gli hotel stagionali, la chiusura di fine stagione viene trattata quasi sempre come un momento di stop: si spengono gli impianti, si coprono gli arredi, si riparte in primavera. Ma la chiusura è in realtà l’unica finestra dell’anno in cui puoi intervenire su ogni aspetto della struttura — manutenzione, contratti, dati, formazione — senza un solo ospite in casa. 

Chi la usa bene arriva alla stagione successiva con costi più bassi, meno imprevisti operativi e, se ha lavorato correttamente sui dati, con un percorso di certificazione ambientale già avviato. 

Questa guida ripercorre i cinque interventi da fare prima e durante la chiusura, con un focus su quello che serve davvero se l’obiettivo è costruire — o proseguire — un percorso di sostenibilità certificata. 

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1. Salva i dati di consumo dell’anno appena chiuso 

Prima di spegnere tutto, recupera tre numeri per l’intera stagione appena conclusa: 

  • kWh consumati, divisi per camere-notte occupate nella stagione 
  • m³ di acqua consumati, divisi per camere-notte occupate 
  • kg di rifiuti prodotti, divisi per camere-notte occupate 

Questi tre KPI, calcolati per camera-notte e non in valore assoluto, sono il benchmark di partenza per qualunque miglioramento futuro. Senza di essi, a marzo o aprile, quando riapri, non avrai un termine di paragone per capire se gli interventi fatti durante la chiusura hanno funzionato. 

Sono anche un requisito preliminare per avviare o mantenere una certificazione ambientale verificata come la Certificazione EcoWorldHotel®, che richiede la registrazione mensile dei consumi correlata al tasso di occupazione. 

2. Programma la manutenzione degli impianti a basso consumo 

Caldaie, pompe di calore, sistemi di climatizzazione: la chiusura è il momento più economico ed efficiente per farne la manutenzione, perché gli impianti sono spenti e i tecnici hanno più disponibilità rispetto all’alta stagione. 

Un impianto mantenuto correttamente durante la chiusura riparte in primavera con un consumo inferiore rispetto a uno lasciato fermo senza controlli — e riduce il rischio di guasti nei primi giorni di riapertura, quando un fermo macchina costa molto di più in termini di reputazione che di riparazione. 

3. Rivedi i contratti di fornitura 

Energia, prodotti per pulizia, lavanderia: la bassa stagione, quando non c’è urgenza operativa, è il momento giusto per confrontare le condizioni contrattuali in essere con alternative sul mercato — inclusi fornitori di prodotti certificati a basso impatto ambientale. 

Rinegoziare in alta stagione, sotto pressione operativa, porta quasi sempre a scelte peggiori o a rimandare la decisione all’anno successivo. 

4. Fai l’inventario di arredi e materiali 

La chiusura è anche il momento per valutare quali arredi, tessuti o materiali vanno sostituiti prima della riapertura. Per chi ha in programma un restyling, anche parziale, vale la pena valutare fin da ora fornitori e materiali certificati a basso impatto ambientale — un intervento che, se documentato correttamente, può contribuire ai criteri della certificazione ambientale. 

5. Nomina (o conferma) il Referente Ambientale 

Durante la chiusura, il Referente Ambientale interno — la figura che nel metodo EcoWorldHotel governa i KPI di consumo, la documentazione e il rapporto con l’ente di certificazione — ha il tempo per lavorare senza le urgenze quotidiane della gestione ospiti. È il momento ideale per organizzare la documentazione dell’anno appena concluso e preparare quella per l’anno successivo. 

Perché farlo ora, e non a marzo 

Chi rimanda queste attività alla riapertura si trova quasi sempre a gestirle sotto pressione, con la struttura già operativa e gli ospiti in casa. Chi le affronta durante la chiusura arriva alla stagione successiva con dati chiari, impianti efficienti, contratti aggiornati e — se ha già avviato il percorso — più vicino alla certificazione ambientale. 

Da dove iniziare 

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